Si praticano successioni per i parenti dei docenti


Il nostro personale amministrativo gestisce pratiche di successioni a tutti i parenti dei docenti , previo appuntamento.

Si prega di telefonare al numero 3475021525

o spedire mail mm.musante@libero.it

Annunci

TEST DI ACCESSO PER SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA


Il test di accesso per Scienze della formazione primaria LM85bis, la laurea che consente l’abilitazione per infanzia e primaria, si svolgerà il prossimo 15 settembre per l’a.a. 2017/18.

I posti sono al momento 6399 posti ma non sono ancora definitivi, così come non è definitiva la ripartizione tra gli Atenei.

La prova di ammissione prevede 80 quesiti a risposta multipla: 40 di competenza linguistica e ragionamento logico, 20 di cultura letteraria, storico-sociale e geografica, 20 di cultura matematico-scientifica. La prova avrà una durata di 150 minuti.

La votazione di cui al comma è integrata in caso di possesso di una Certificazione di competenza linguistica in lingua inglese, di almeno Livello B1 del “Quadro comune Europeo di riferimento per le lingue”, rilasciata da Enti Certificatori riconosciuti dai Governi dei Paesi madrelingua, ai sensi dell’articolo 2 del D.M. n. 3889/2012, ricompresi nell’elenco progressivamente aggiornato a cura della competente Direzione Generale del MIUR, a condizione che la Certificazione di competenza in lingua straniera abbia i requisiti di cui all’articolo 3 del predetto decreto, secondo il seguente punteggio:

B1: punti 3
B2: punti 5
C1: punti 7
C2: punti 10
La graduatoria degli aspiranti all’ammissione al corso di laurea magistrale è costituita dai candidati che hanno conseguito, nella prova di ingresso, un punteggio non inferiore a 55/80 e rientrano nel numero dei posti disponibili.

Il conseguimento della laurea, cioè dell’abilitazione, permetterà di accedere alla II fascia delle graduatorie di istituto, di essere assunti nelle scuole paritarie, di partecipare al concorso per diventare insegnanti di ruolo nella scuola statale.

Per il conseguimento del titolo di sostegno vi rimandiamo a questo articolo

TFA sostegno infanzia e primaria scomparirà: da cosa sarà sostituito e quali i requisiti di accesso

Il decreto n. 475 del 28 giugno 2017

Ministro Fedeli : per l’insegnamento non serve solo la laurea…


Lo spunto è quanto accaduto a Roma, per il quale il Ministro non usa mezzi termini, bisogna cambiare il modo di accesso alla professione di insegnante.

E questo è il modello pensato dal decreto Legislativo n. 59 del 13 aprile 2017, entrato in vigore il 31 maggio 2017. Si tratta – dopo l’esaurimento della fase transitoria dedicata ai docenti già in GAE e concorso o già in possesso di abilitazione e quelli con tre anni di servizio già svolto – del nuovo modello di formazione iniziale e reclutamento degli insegnanti.

“Per l’idoneità all’insegnamento non può più servire solo la laurea”, dice la Fedeli. Il nuovo modello – assicura il Ministro – assicura invece di avere insegnanti idonei per il lavoro che andranno a fare, perchè prevede formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente.

Un percorso triennale, completamente sostenuto economicamente.

Per essere insegnanti, sostiene il Ministro Fedeli, non basta la laurea con il massimo dei voti e aver vinto un concorso, servono capacità relazionali, quali ad es. quella di saper coinvolgere gli studenti, o aspetti legati alla didattica, per i quali i nuovi docenti saranno valutati prima di essere assunti a tempo indeterminato.

Per approfondire il nuovo reclutamento

Diventare insegnanti nella scuola secondaria: laurea, concorso, FIT triennale. Quanto si guadagnerà, quando si sarà assunti

Ministro Fedeli entro il 25 luglio la consegna delle domande e dei modelli B


E’ perentorio il Ministro che, forte dei 200mila che al 18 luglio sera sono riusciti a compilare il modello B, pensa di potercela fare entro il 25 luglio. Entro quella data dovranno essere 655.056 i modelli B di scelta delle scuole inoltrati correttamente.

La timeline non sarà spostata in avanti. Lo spiega il Ministro Fedeli in una intervista al Messaggero. Cadono dunque nel vuoto le richieste dei sindacati (la Gilda chiedeva il 31 luglio come termine ultimo), associate però all’ulteriore richiesta di evitare che le graduatorie non siano pronte per l’inizio dell’anno scolastico.

Si vuole infatti evitare il balletto delle supplenze fino ad avente diritto e il rischio che i Presidi si trovino con graduatorie esaurite e debbano andare a caccia di insegnanti tramite le domande di messa a disposizione.

Dunque il rispetto della data del 25 luglio serve anche a garantire che le graduatorie possano essere pronte per l’inizio delle lezioni.

Tuttavia, all’ottimismo del Ministero va posto un freno. In questi due giorni infatti l’attenzione si è concentrata sui problemi di accesso al portale Istanze on line dal quale si inoltra la domanda, ma un problema ancor più grave riguarda tutto il sistema dei punteggi. Sono numerose le segnalazioni giunte in redazione e attraverso il colloquio con le segreterie ci rendiamo conto che il più delle volte il problema non è una errata valutazione, ma un bug nel sistema informatico. E così le certificazioni informatiche pregresse non sono state rivalutate per alcuni insegnanti, altri non hanno i 3 punti per il concorso, altri ancora non visualizzano tutte le classi di concorso, c’è chi si trova in GaE pur non avendone il diritto e non avendone mai fatto richiesta, chi si trova in II fascia pur non essendo in possesso di abilitazione.

Ci dispiace che il Ministero abbia presentato quasi con tono trionfalistico l’aumento di risorse utile per la compilazione del modello B (il problema non avrebbe neanche dovuto verificarsi), e poi non spende una parola e non si affretta a convocare i sindacati per porre rimedio a questi errori.

Al momento le segreterie scolastiche sono ancora al lavoro per cui, come già suggerito, non è il momento di presentare reclamo (quello sarà valido solo quando le graduatorie saranno pubblicate in forma provvisoria), però è chiaro che consigliamo a tutti i docenti di monitorare l’iter della domanda ed eventualmente di segnalare alla segreteria difformità rispetto al punteggio atteso.

Graduatorie di istituto: 700 mila domande, dal 14 luglio il modello B su Istanze on line. Le nostre guide


einstein_mente_aajpg-55_optApriamo la mente del bambino stimolando la sua curiosità , creiamo in lui una strada da esplorare . il Metodo Montessori alla Scuola De Scalzi cerca di avanzare attraverso questo principio. Venite all’open day , avremo modo di conoscerci. di parlare , 

di scambiarci opinioni su i ” nostri ” bambini.

 


Da quest’anno scolastico 2016-2017 la sezione Montessori della Scuola De Scalzi Polacco inizierà con la formazione di 2 prime elementari.

Molti bambini provengono da scuole materne dello stesso indirizzo didattico , altri da scuole dell’infanzia comuni.

Certi che insieme si inizierà un percorso di scoperta e di curiosità , auguriamo ai bambini e alle loro famiglie :

uno spirito positivo, partecipativo e collaborativo

Elementi di un buon avvio e di una buona crescita

10 PRINCIPI MONTESSORIANI PER EDUCARE IL PROPRIO BAMBINO


Il metodo Montessori per educare bambini felici, avete mai pensato di sperimentarlo? I principi alla base del metodo Montessori sono applicabili da tutti, anche in casa e in famiglia, pur non avendo a disposizione i materiali tipici di questo stile di apprendimento.

Secondo Maria Montessori, al centro dell’apprendimento troviamo il bambino stesso con la sua esigenza di apprendere e di imparare all’interno di un ambiente ricco, vario e stimolante. I bambini stessi possono essere lasciati liberi di scegliere i materiali, i giocatoli e gli strumenti che preferiscono utilizzare in un determinato momento, perché ogni esperienza rappresenta un’occasione di apprendimento.

Ecco alcune riflessioni sul metodo Montessori che potranno ispirarvi come genitori, educatori e insegnanti.

1) Metodo Montessori; ambiente e ordine

Maria Montessori credeva che i bambini imparassero meglio in un ambiente ordinato. Il consiglio è di creare sezioni diverse in uno scaffale dove riporre libri, puzzle e giocattoli. E’ utile scegliere come contenitori ceste e cestini da posizionare ad altezze facilmente raggiungibili dai bambini. L’abitudine all’ordine aiuta i bambini a comprendere quanto sia importante riporre giocattoli e oggetti al proprio posto alla fine della giornata. Mettete a disposizione dei bambini giochi, mobili e oggetti realizzati in materiali adatti e delle dimensioni giuste per la loro età e statura.

2) Movimento e apprendimento

Secondo Maria Montessori, i bambini hanno bisogno di concentrarsi in alcune attività che richiedano l’utilizzo e il movimento delle mani. Pensiamo alla classica scena in cui un bambino impara ad impilare dei cubetti di legno uno sull’altro. In questa attività, che sembra un gioco, il bambino non si sta semplicemente divertendo ma sta apprendendo l’importanza della concentrazione e della coordinazione.

3) La libera scelta nel Metodo Montessori

Maria Montessori credeva che la libera scelta fosse il più importante dei processi mentali dell’essere umano. I bambini imparano molto di più e assorbono più informazioni quando vengono lasciati liberi di compiere le proprie scelte. Libertà di scelta non significa però libertà di fare ciò che si vuole senza regole. Si tratta infatti di una libertà che porta alla capacità di scegliere la cosa giusta da fare. E per il bambino la cosa giusta è decidere di soddisfare i propri bisogni per compiere un nuovo gradino del proprio percorso di crescita.

metodo montessori 2

4) Stimolare interesse

Il bambino impara e apprende meglio se vive in un ambiente stimolante e ricco di oggetti interessanti che attirino la sua attenzione. I bambini dovrebbero avere a disposizione tanti libri diversi, materiali con cui realizzare nuovi piccoli oggetti fatti a mano, strumenti per disegnare e colorare e tutto ciò che possa stimolare la loro creatività. Anche un sottofondo di musica classica o rilassante può essere utile durante il gioco e l’apprendimento.

5) Metodo Montessori: le ricompense

Maria Montessori non amava i sistemi di insegnamento basati sui premi e sulle punizioni perché riteneva che la vera ricompensa per il bambino doveva essere rappresentata dall’apprendimento stesso e dalla sua capacità di aver imparato qualcosa di nuovo grazie alla propria curiosità e alle proprie forze. Secondo il metodo Montessori, il vero premio è riuscire a raggiungere l’obiettivo: completare un puzzle, versare l’acqua nel bicchiere o travasare una piantina.

metodo montessori 1

6) Attività pratiche

L’apprendimento dei bambini secondo il metodo Montessori avviene soprattutto attraverso attività pratiche durante l’età prescolare. Le attività pratiche aiutano il bambino a stimolare il senso del tatto, della vista e dell’udito, ad imparare l’ordine, la concentrazione e l’indipendenza. Le attività utili ad affinare i sensi contribuiranno ad un migliore apprendimento durante i successivi anni di scuola.

7) Gruppi con bambini di età diverse, la ricetta del Metodo Montessori

A scuola i bambini vengono distribuiti nelle diverse classi in base all’età, ma Maria Montessori credeva molto nella formazione di gruppi misti con bambini di età diverse perché riteneva che ciò fosse uno stimolo all’apprendimento. Ad esempio i bambini più piccoli saranno incuriositi da ciò che fanno i più grandi e chiederanno loro delle spiegazioni. A propria volta i grandi saranno felici di insegnare ai piccoli ciò che sanno fare e che hanno già imparato. Questo consiglio è molto importante per i genitori che hanno bambini di età diverse. Le attività da svolgere insieme durante i lavori di gruppo possono includere: disegno, giardinaggio, lavoro a maglia e sport. Uno dei principi alla base del metodo Montessori è proprio quello di lasciare interagire bambini di età diverse in modo che imparino gli uni dagli altri.

metodo montessori 3

8) Importanza del contesto

E’ importante, secondo il metodo Montessori, che gli argomenti e i concetti da apprendere siano inseriti nel giusto contesto. In questo modo i bambini li comprenderanno e li ricorderanno meglio. Esempi concreti sono più facili da capire rispetto a concetti astratti. Questo principio comprende anche quanto sia fondamentale capire che i bambini imparano meglio facendo qualcosa piuttosto che rimanendo semplicemente ad ascoltare.

9) Il ruolo dell’insegnante secondo il Metodo Montessori

Nel metodo Montessori l’insegnante ha il ruolo di dirigere e di agevolare le attività dei bambini. Non è soltanto una persona che tiene una lezione parlando degli argomenti che vorrebbe insegnare. I genitori che svolgono il ruolo di insegnanti per i loro bambini nelle esperienze di educazione parentale sanno bene quanto sia importante un coinvolgimento diretto e concreto nelle attività dei bambini, che in questo modo diventano più divertenti e meno aride.

metodo montessori 4

10) Indipendenza e autodisciplina

Il metodo Montessori incoraggia i bambini a sviluppare indipendenza e autodisciplina. Con il tempo i bambini impareranno a riconoscere quali sono le proprie passioni e inclinazioni e vi faranno comprendere lo stile di apprendimento che preferiscono. Alcuni bambini amano la lettura, mentre altri sono più portati per le attività pratiche. Maria Montessori ha cercato di unire in modo bilanciato tutti gli aspetti dell’apprendimento tanto che i principi base del suo metodo possono essere applicati ancora oggi sia dagli insegnanti che dai genitori.

– PER CONCLUDERE, LE FACCENDE NEL METODO MONTESSORI

Ricordiamo che i bambini sono naturalmente attratti dalle attività che hanno degli obiettivi finali chiaramente definiti. Amano sentirsi utili agli occhi dei genitori ed è per questo che il loro contributo ai lavori domestici può essere importante. Per questo, secondo il Metodo Montessori, è importante che i bambini fin da piccoli imparino i lavoretti di casa.

Dai 2 ai 3 anni, ad esempio, sono perfettamente in grado di mettere a posto i loro giochi e di impilare libri e riviste, ma riescono anche a riempire la ciotola di cane e gatto.

Dai 4 ai 5 invece potrebbero già cimentarsi in piccole faccende domestiche, come rifare il letto e tirar via le erbacce del giardino.

A 10 anni invece, è possibile chiedere il loro aiuto con i fratellini più piccoli, a scaricare la lavastoviglie e a lavare l’auto. Possono anche cimentarsi in cucina, chiaramente sotto stretta supervisione di un adulto. E sono perfettamente in grado di cambiare le lenzuola del loro letto.

Marta Albè

 

Leggi anche:

10 giochi e mobili fai da te secondo il metodo Montessori

 

 

I NUOVI ORGANICI 2016/2018


Ultime notizie scuola, martedì 3 maggio 2016: il ministro Giannini ha firmato la bozza del decreto interministeriale per i nuovi organici 2016/2018.Ultime notizie scuola, martedì 3 maggio 2016 Ultime notizie scuola, martedì 3 maggio 2016 .
Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha firmato la bozza del decreto interministeriale riguardante gli organici della scuola per il triennio 2016/2018: ne ha dato notizia il numero odierno di ‘Italia Oggi’ che ha reso noti i numeri di cattedre riguardanti l’organico di diritto e di potenziamento per i diversi gradi scolastici. Si precisa, comunque, che il contenuto della bozza dovrà essere approvato dai ministri della Pubblica Amministrazione e delle Finanze, Madia e Padoan, prima di diventare definitivo.

Ultime news scuola, martedì 3 maggio 2016: bozza decreto interministeriale sugli organici
Le tabelle allegate al decreto non presentano grosse novità rispetto al passato per quanto riguarda il numero di posti, salvo l’adeguamento per il previsto aumento di circa 12.000 alunni nel prossimo triennio 2016/2018 e l’inclusione delle cattedre riguardanti il potenziamento, la cui dotazione resta confermata in 48.818 cattedre su posto comune (18.133 nella scuola primaria, 7.206 nella secondaria di primo grado e 23.473 nelle superiori) e in 6.446 per il sostegno.

Nuovi organici triennio 2016/2018 infanzia, primaria, superiori I e II grado
La modifica più sostanziale nel numero delle cattedre riguarda la scuola primaria dove si perderanno 1.251 posti per effetto della diminuzione dello 0,61 per cento della popolazione scolastica: una nuova perdita, dunque, dopo quella registrata lo scorso anno (865 posti in meno) per un numero complessivo di cattedre pari a 196.707.

Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia, invece, dovrebbero venire riconfermati, per il prossimo triennio, gli 81.771 posti attivati nell’ultimo anno mentre aumenteranno, seppur di pochissimo, le cattedre della scuola secondaria di primo grado (0,13 per cento di alunni in più): il totale sarà pari a 131.033, con un aumento di 170 posti.

Infine, saranno 1.045 in più le cattedre per la scuola secondaria di secondo grado, vista la crescita dello 0,55 per cento dei giovani di età compresa tra i 14 e i 19 anni: i posti diventeranno, perciò, 191.328. Nessuna novità per quanto riguarda il sostegno, i cui posti resteranno pari a 90.034 anche nel prossimo triennio.

Scrima: raccogliere e rilanciare la sfida del cambiamento


Scrima: raccogliere e rilanciare la sfida del cambiamento

07.03.2014 12:38

La Cisl Scuola apprezza la volontà espressa dal governo di ridare centralità alla scuola, ora lo attende alla prova dei fatti e rivendica il ruolo che le forze sociali devono avere come attori di processi di innovazione e cambiamento di cui il mondo della scuola deve tornare a essere protagonista. Questo in sintesi l’orientamento emerso dal dibattito svoltosi a Fiuggi il 6 e 7 marzo, in un Consiglio Generale che ha visto anche l’intervento del segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, durante il quale sono stati approfonditi in particolare i temi del reclutamento ma che sintetizza in un documento conclusivo il messaggio che la Cisl Scuola invia al nuovo governo e al nuovo ministro. Vengono segnalate in particolare tre emergenze (i temi delle vertenze in atto su scatti, personale ATA e retribuzione dei dirigenti), un’urgenza (avviare il nuovo piano triennale di assunzioni) e una necessità, che è quella di ripensare una politica degli organici che assuma a riferimento il reale fabbisogno dato da una popolazione scolastica in crescita e alcune scelte innovative di attribuzione e gestione.
Gli interventi sulla scuola – ha affermato Francesco Scrima chiudendo i lavori – per i delicati ambiti che entrano in gioco (educazione, valori, istruzione, idea di società) si realizzano per ‘processi’, non per ‘eventi’, e non ammettono atteggiamenti di autosufficienza, né possono essere dominio di una voce solista, ma richiedono una coralità di apporti diversi; forze sociali, corpi intermedi, mondi vitali fanno ricca e plurale una società che spetta alla politica portare a sintesi, ma del cui tessuto democratico costituiscono la trama fondamentale”.

DIPLOMA MAGISTRALE : NOVITA’


 Miur convocherà i sindacati per parlare del parere del Consiglio di Stato relativamente al valore abilitante del diploma magistrale. L’Amministrazione comunicherà se il beneficio potrà essere esteso anche a docenti non ricorrenti.

A margine dell’informativa sugli organici l’Amministrazione ha comunicato che “a seguito di ricorso al Capo dello Stato in merito al valore abilitante del diploma di scuola e di istituto magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02, il Consiglio di Stato ha espresso il parere che tale titolo sia da considerarsi  abilitante e, pertanto, mentre ha confermato l’impossibilità per i possessori di accedere alle Graduatorie ad Esaurimento (definitivamente bloccate, per Legge), ha dichiarato illegittimo “il D.M. n. 62 del 2011, nella parte in cui esclude dalla II fascia delle graduatorie di circolo e di istituto gli aspiranti in possesso di maturità magistrale abilitante conseguita entro l’anno scolastico 2001/02.”

Seguici su Facebook , news in tempo reale

Lo Snals conferma che “l’accoglimento formale del ricorso al Capo dello Stato, prevede, oltre all’acquisizione del citato parere, l’emanazione di un D.P.R. a firma del Presidente della Repubblica. Solo a quel punto la decisione diverrà esecutiva senza possibilità di appello.

Tuttavia – prosegue il sindacato nella sua informativa – dato che non è automatica l’estensione del beneficio a situazioni analoghe di docenti non ricorrenti, l’Amministrazione si è riservata di convocare apposita riunione nella quale verrà comunicata alle OO. SS. la decisione assunta, sentito il livello politico del Ministero.

Lo Snals ha richiesto che il dispositivo sia esteso a tutti coloro che sono in possesso del diploma magistrale entro l’a.s. 2001/02, al fine di evitare ulteriori contenziosi, nonchè agli ITP.

Valore abilitante del diploma magistrale entro 2001/02: 55.000 gli interessati. Per il Miur “problema urgente”

Iscriviti alla newsletter di OrizzonteScuola!Ricevi ogni sera nella tua casella di posta una e-mail con tutti gli aggiornamenti del network di orizzontescuola.it, oppure un’unica e-mail settimanale con gli articoli più importanti.

I giorni di 104 non vanno decurtati dalle ferie


La Corte di Cassazione, con provvedimento n°14187, 8/6/2017 respinge il ricorso di un datore di lavoro avverso la sentenza della Corte territoriale che riteneva illegittima la decurtazione, da questa effettuata, di due giorni di ferie all’anno nei confronti di un proprio dipendente che aveva goduto dei permessi ex articolo 33 L. 104/1992 per l’assistenza di un proprio familiare.

I giudici sostengono che “il diritto alle ferie assicurato dall’art. 36, u.c. Cost. garantisce il ristoro delle energie a fronte della prestazione lavorativa svolta, e che tale ristoro si rende nei fatti necessario anche a fronte dell’assistenza ad un invalido, che comporta un aggravio in termini di dispendio di risorse fisiche e psichiche”.

Tale decisione riguarda anche il lavoratore pubblico. La Corte nel decidere una analoga controversia relativa alla computabilità di detti permessi ai fini della tredicesima mensilità, rispetto alla quale analogamente che per le ferie e con rinvio all’art. 7 della legge 1204 del 1971 poi trasfusa nel d.lgs n. 151 del 2001, ha ritenuto che “la limitazione della computabilità (….) dei permessi di cui all’art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, in forza del richiamo operato dal successivo comma 4 all’ultimo comma dell’art. 7 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204 (abrogato dal d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ne ha tuttavia recepito il contenuto negli artt. 34 e 51), opera soltanto nei casi in cui essi debbano cumularsi effettivamente con il congedo parentale ordinario – che può determinare una significativa sospensione della prestazione lavorativa – e con il congedo per malattia del figlio, per i quali compete un’indennità inferiore alla retribuzione normale (diversamente dall’indennità per i permessi ex lege n. 104 del 1992 commisurata all’intera retribuzione), risultando detta interpretazione idonea ad evitare che l’incidenza sulla retribuzione possa essere di aggravio della situazione dei congiunti del portatore di handicap e disincentivare l’utilizzazione del permesso.” (cfr. Cass. 07/07/2014 n. 15345.

Che infatti, il diritto alle ferie assicurato dall’art. 36, u.c. garantisce il ristoro delle energie a fronte della prestazione lavorativa svolta, e che tale ristoro si rende nei fatti necessario anche a fronte dell’assistenza ad un invalido, che comporta un aggravio in termini di dispendio di risorse fisiche e psichiche. Che inoltre sotto il profilo sistematico, determinante è la considerazione che i permessi per l’assistenza ai portatori di handicap poggiano sulla tutela dei disabili predisposta dalla normativa interna ed in primis dagli artt. 2, 3, 38 Cost. ed internazionale quali sono la Direttiva 2000/78/CE del Consiglio del 27 novembre 2000 e la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità ratificata e resa esecutiva in Italia con L. 3 marzo 2009, n. 18. Significativamente, la Convenzione ONU prevede il sostegno e la protezione da parte della società e degli Stati non solo per i disabili, ma anche per le loro famiglie, ritenute strumento indispensabile per contribuire al pieno ed uguale godimento dei diritti delle persone con disabilità (v. in particolare il punto x del preambolo e l’art. 19, punto b, art. 23, comma 3, art . 28, comma 1 e comma 2, lett. c). Che ragioni di coerenza con la funzione dei permessi e con i principi indicati impongono quindi l’interpretazione della disposizione maggiormente idonea ad evitare che l’incidenza sull’ammontare della retribuzione possa fungere da aggravio della situazione economica dei congiunti del portatore di handicap e disincentivare l’utilizzazione del permesso stesso (soluzione che trova conforto nel parere n. 3389 del 9/11/2005 del Consiglio di Stato, richiamato dalla Corte d’appello). Quindi, i permessi ex articolo 33 di cui alla legge 104 non possono essere computati come ferie godute.

Nelle scuole di Trento arriva il metodo Montessori


TRENTO. La mozione presentata al Consiglio provinciale da Manuela Bottamedi sul metodo di insegnamento montessoriano è passata con l’appoggio della maggioranza. Una proposta che in un primo tempo ha registrato le perplessità della Giunta ma che poi, dopo un lavoro di limatura, è stata approvata all’unanimità.

L’impegno che la consigliera chiedeva all’assessorato all’istruzione era, nella formulazione iniziale, più incisivo e cogente di quello poi condiviso. Ma per convergere su un dispositivo che mettesse d’accordo tutti si è trovata una soluzione onorevole che ha trovato assenso in maniera bipartisan.

Ma ricostruiamo la vicenda. “Il metodo di insegnamento Montessori – si legge nell’introduzione della mozione approvata – è riconosciuto ed applicato in tutto il mondo, si basa sul rispetto per il naturale sviluppo fisico, psicologico e sociale del bambino, protagonista di una pedagogia centrata sulla libertà di pensiero e azione e sulla sperimentazione e la scoperta attiva”.

La mozione spiega il profondo significato pedagogico, gli ottimi risultati raggiunti, le evidenze scientifiche che lo dimostrano. E spiega quale sia la situazione trentina. “La Provincia di Trento ha costituito uno specifico gruppo di lavoro istituzionale al quale è stato affidato il compito di elaborare un piano di fattibilità per l’attivazione di sezioni di scuola dell’infanzia e di classi di scuola primaria ad indirizzo montessoriano”.

Con un’altra deliberazione la Giunta provinciale ha autorizzato l’attivazione di tre esperienze nella scuola dell’infanzia e due esperienze nella scuola primaria, tenendo conto delle località che hanno evidenziato maggiori richieste da parte delle famiglie e che corrispondono con i centri aventi maggior numero di abitanti in ambito provinciale, vale a dire Trento, Rovereto e Pergine Valsugana.

“La Provincia di Trento è tuttavia in ritardo rispetto ad altre Regioni italiane, quali ad esempio la Lombardia o la vicina Provincia di Bolzano, dove è stata aperta anche la scuola media Montessori e dove i test Invalsi hanno dimostrato che questo metodo prepara i bambini in modo eccellente”.

Cosa fare dunque? Bottamedi prevedeva di attivare nuove sezioni pubbliche e nuovi corsi di formazione ma da parte dell’assessorato è arrivato lo stop. “C’è in corso una sperimentazione e dobbiamo aspettarne l’esito, non è possibile istituire nuove sezioni prima della sua conclusione”. Ma si sa come vanno le cose e in Italia le sperimentazioni durano anni e anni.

Il dispositivo modificato ha puntato allora l’attenzione sulla sperimentazione con l’impegno di accelerare i tempi per la sua conclusione. E comunque di avviare i corsi di formazione e aggiornamento per essere pronti quando le sezioni montessoriane saranno molte più di ora.

La trattativa è stata un buon punto di mediazione, secondo Bottamedi, Plotegher e Borgonovo Re, tre consigliere che assieme all’assessore Mauro Gilmozzi hanno trovato la giusta formulazione che permettesse alla mozione di passare dal voto dell’Aula.

“Grazie ad un costruttivo metodo di collaborazione, convergenza e sintesi (inusuale nell’aula consiliare provinciale) – commenta la consigliera Bottamedi – è stata emendata e poi approvata all’unanimità la mia mozione (sottoscritta anche dal collega Bezzi) che impegna la Giunta provinciale a implementare in Trentino la pedagogia montessoriana all’interno del sistema scolastico pubblico”.
VIDEO D

Insegnamento ambito anche dalle libere professioni


Il numero di domande di inserimento/aggiornamento delle graduatorie di circolo e di istituto del personale docente ed educativo per il triennio 2017-2020, come abbiamo riferito, è vicino alle 700 mila unità.

Si tratta di un numero elevatissimo, che conferma il fatto che l’insegnamento, pure essendo una delle professioni meno retribuite, è molto ambito.

Una delle spiegazioni all’elevato numero di domande presentate potrebbe essere la crisi economica che ha colpito notevolmente i liberi professionisti (architetti, avvocati, ingegneri…), i quali hanno visto ridursi “all’osso” le possibilità lavorative.

Non per nulla, molti ingegneri, architetti e avvocati hanno deciso di intraprendere la professione docente, partendo proprio dall’inserimento nelle graduatorie di istituto.

In un articolo de “La nuova Sardegna – Sassari”, ad esempio, si riferisce che tra gli ingegneri iscritti all’Ordine di Sassari 110-120 su un totale di 1.100 insegnano.

Lo stesso dicasi per gli architetti della summenzionata provincia, il cui presidente dell’Ordine, Francesco De Rosa, afferma:

“Stiamo attraversando un periodo non semplice per la libera professione, anche a livello nazionale. Un problema legato ai finanziamenti pubblici che si stanno sempre più riducendo. E anche il privato, per paura della crisi, preferisce attendere periodi migliori. Così la domanda si è ridotta. E la scuola diviene una sorta di ripiego, anche se credo che i ruoli siano abbastanza completi e la mia percezione è che il fenomeno non sia in aumento– commenta De Rosa – . Si tratta comunque di una possibilità in più per chi svolgendo libera professione non trova sbocco”.

RINNOVO DEI CONTRATTI…


Con l’inizio delle trattative all’Aran per il rinnovo dei contratti statali 2017, il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli ha anticipato il contenuto dell’atto di indirizzo relativo alla #Scuola. In un’intervista rilasciata recentemente al quotidiano Il Messaggero, Fedeli ha informato che l’atto di indirizzo del Miur sulla scuola è pronto e che sarà trasmesso in questi giorni all’Aran in vista delle trattative per il rinnovo del #contratto scuola. La scuola, insieme a tutto il settore della “Conoscenza”, forma uno dei quattro comparti che porteranno avanti le negoziazioni all’Aran [VIDEO]: ogni singolo comparto avrà un proprio tavolo di trattative e nei giorni scorsi si è aperto quello relativo agli enti pubblici, ministeri e alle agenzie fiscali.

Ultime novità rinnovo contratti scuola 2017: quali criteri aumenti di stipendio?
Le novità anticipate dalla Fedeli in merito al rinnovo del contratto scuola 2017 riguardano soprattutto gli aumenti degli stipendi per i #docenti e il sistema dei bonus relativi alle retribuzioni accessorio. Confermando gli aumenti degli stipendi di 85 euro lordi, proprio sui bonus le trattative andranno portate avanti individuando i parametri che possano incrementare gli stipendi dei docenti [VIDEO] e che sono legati al merito. In un’ottica di concertazione con i sindacati, nell’atto di indirizzo del ministero dell’Istruzione sono stati già individuati i criteri della valutazione del merito. Presupposto imprescindibile è che il merito dovrà risultare essere sempre selettivo per premiare la capacità e la professionalità dei docenti della scuola.

Ma la valorizzazione degli insegnanti inglobilerà sia il lavoro svolto all’interno della classe che fuori. Essenzialmente sono cinque i criteri individuati dalla Fedeli:

incremento dell’offerta formativa, intesa come progetti addizionali e corsi;
l’attività di progettazione tecnica;
la valutazione degli studenti;
il rapporto con le famiglie;
il rapporto con il territorio, inteso come orientamento degli alunni.
Contratti statali e scuola 2017: ultime oggi sul bonus di merito
Sul come dovrà essere valorizzato e valutato il lavoro dei docenti nel nuovo contratto della scuola [VIDEO] 2017 è argomento ancora in fase di evoluzione e sarà affrontato durante le trattative all’Aran. Si tratterà, in ogni modo, di un diverso approcco rispetto alla riforma della Buona scuola di Renzi che attribuiva ai presidi la discrezionalità di assegnare i bonus di merito ai docenti. Ulteriore argomento da trattare nelle negoziazioni all’Aran sarà la destinazione del bonus di formazione dei docenti di 500 euro, istituito proprio dalla legge 107 del 2015. Una delle ipotesi circolata nelle ultime settimane è quella che vedrebbe le risorse della Carta del docente destinate al merito dei docenti.

Metodo Montessori


in fortissima crescita rispetto al passato. E’ quanto analizzato dal sito Ilmamilio.it che ha diffuso il boom delle iscrizioni pervenute alle scuole.
Anche nelle edicole e nelle librerie sitrovano materiali di ogni tipo che riportano il nome della pedagogista.
Ormai il genitore informato fa usare al proprio bambino la Learning Tower, chiamato , non so perchè sgabello Montessori e lascia apprendere con le lettere smerigliate.
Il perchè di così tanto successo credo sia dovuto alla percezione generale della scuola che al momento è considerata in fase di stallo.
Una percezione che porta a ricercare metodologie alternative.
Per praticare il metodo occorrono anni di formazione, aggiornamento ed esperienza sul campo.
Nulla viene lasciato al caso.

Termine ultime per la presentazione del modello B : 25 luglio


Il Miur risponde in maniera parziale alle problematiche poste dalla redazione di OrizzonteScuola per la compilazione del modello B da parte dei docenti che non vedono ancora caricata la propria domanda su Istanze on line.

Il termine ultimo per la presentazione dell’istanza rimane fissato al 25 luglio.

Più volte abbiamo evidenziato la difficoltà dei docenti che a causa delle segreterie ancora inadempienti nella valutazione delle domande, non sono in grado di compilare il modello B.

Graduatorie di istituto: se il docente non compila il modello B perché la segreteria non ha caricato la domanda, su chi ricade la responsabilità?

La risposta del Miur:

“Si invitano pertanto codesti Uffici a porre in essere tutte le necessarie iniziative e a segnalare le eventuali criticità, affinché le suddette istituzioni scolastiche completino al più presto le suddette attività propedeutiche alla presentazione del modello B, in vista dell’approssimarsi, per gli aspiranti, del termine di scadenza di presentazione del modello B telematico di scelta delle istituzioni scolastiche, fissato al 25 luglio p.v.”

Risposta appunto parziale, dato che il problema rimane: cosa accade se il docente non fa in tempo perchè la segreteria ha caricato la domanda all’ultimo minuto.

E ancora, il Miur ritorna sulla possibilità di scelta della provincia per gli aspiranti inseriti in GAE tardivamente per effetto di pronunce giurisdizionali e anche nelle graduatorie di istituto di II e/o III fascia del triennio 2014/17, ma non nella prima fascia, che per il triennio 2017/20 hanno cambiato la scuola di riferimento rispetto al triennio precedente.

“Pertanto, al fine di ripristinare l’esatta posizione dell’aspirante nel precedente triennio, si rammenta che è stato inserito un blocco nelle funzioni POLIS di inserimento del modello B, invitando l’aspirante a recarsi presso la scuola di riferimento per regolarizzare la propria posizione.”

Inoltre, da alcune segnalazioni di aspiranti che tentano l’accesso al modello B, è emerso che talune scuole hanno acquisito le domande sui codici delle vecchie classi di concorso e non sulle nuove previste dal DPR 19/2016. Al riguardo sarà predisposto un file, a cura del sistema informativo, per segnalare questa situazione di possibile errore scusabile dedotta soltanto dalla coincidenza del codice della classe di concorso presente nello storico con la classe di concorso acquisita per il nuovo triennio. Eventuali modelli B presentati per classi di concorso incoerenti con il titolo di accesso dovranno essere aggiornati a valle delle modifiche fatte dalla scuola.